Il GDPR è il quadro normativo europeo che disciplina il trattamento dei dati personali e ne garantisce la libera circolazione all’interno dell’UE. Stabilisce principi, diritti e obblighi per titolari e responsabili, con l’obiettivo di tutelare le persone e rendere dimostrabile (accountability) la conformità delle organizzazioni. È in vigore e direttamente applicabile in tutti gli Stati membri.
Al centro del Regolamento ci sono: liceità, correttezza e trasparenza, limitazione delle finalità, minimizzazione, esattezza, limitazione della conservazione, integrità e riservatezza; e la responsabilizzazione del titolare, chiamato a impostare misure tecniche e organizzative proporzionate ai rischi (artt. 5, 24, 25, 32).
Come funziona nella pratica
Il GDPR richiede di passare da un approccio “formale” a un sistema di gestione del rischio privacy:
- Privacy by design & by default: integrare la protezione dei dati nel progetto e nelle impostazioni di default (art. 25).
- Mappatura dei trattamenti e Registro (art. 30), basi giuridiche (artt. 6 e 9), informative efficaci (artt. 12-14) e gestione dei diritti degli interessati (artt. 15-22).
- Sicurezza del trattamento (art. 32) e gestione dei data breach con notifica all’Autorità entro 72 ore, quando necessario (artt. 33-34).
- Ruoli e catena di fornitura: accordi con i responsabili (art. 28) e, se del caso, accordi di contitolarità (art. 26).
- Trasferimenti extra-UE: uso di decisioni di adeguatezza (es. EU-U.S. Data Privacy Framework) o Clausole Contrattuali Standard (SCC) quando manca l’adeguatezza (artt. 44-49).
Il Responsabile della Protezione dei Dati (DPO) è obbligatorio per le PA e per organizzazioni che effettuano monitoraggio regolare e sistematico su larga scala o trattamenti su larga scala di categorie particolari di dati (art. 37).
Perché adeguarsi al GDPR
- Conformità dimostrabile (accountability) e riduzione effettiva del rischio legale e operativo.
- Fiducia di clienti, partner e istituzioni grazie a trasparenza, controllo e sicurezza dei dati.
- Accesso e continuità di mercato: contratti, bandi e filiere richiedono sempre più spesso evidenze di conformità.
- Sanzioni: per violazioni gravi fino a 20 milioni di euro o 4% del fatturato mondiale annuo (se superiore), oltre ai correttivi e ai provvedimenti dell’Autorità.
Contesto Italia
Il Codice privacy (D.lgs. 196/2003), come modificato dal D.lgs. 101/2018, si applica insieme al GDPR e disciplina profili nazionali (es. ruoli del Garante, taluni trattamenti).
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Con consulenti specializzati e auditor affianchiamo PA e imprese in un percorso snello, misurabile e integrabile con gli altri sistemi (es. ISO/IEC 27001, ISO 9001):
- Gap analysis & roadmap: fotografia iniziale, rischi, priorità e piano di adeguamento.
- Governance privacy: ruoli, deleghe, organigramma privacy, policy e procedure operative.
- Registro dei trattamenti e data mapping: basi giuridiche, tempi di conservazione, misure.
- DPIA (Valutazioni d’impatto) per trattamenti “ad alto rischio”, secondo linee guida EDPB (WP248 rev.01).
- Gestione fornitori: contratti art. 28, due diligence e responsabilità nella catena del trattamento (EDPB 07/2020).
- Data breach: piano di risposta, registri, valutazione del rischio e notifiche entro 72 ore (art. 33; linee guida EDPB).
- Trasferimenti internazionali: SCC 2021/914, decisioni di adeguatezza (es. EU-U.S. DPF), clausole contrattuali e misure supplementari.
- DPO as-a-service: funzioni di informazione e consulenza, audit, formazione, rapporto con gli interessati e con l’Autorità (art. 37).
- Informative e consensi (incluso digitale e cookie), con validità del consenso secondo linee guida EDPB.
- Formazione e cultura: percorsi mirati per ruoli e reparti, esercitazioni e audit interni periodici.
Il risultato? Un modello privacy vivo, centrato su rischi e risultati: meno adempimenti “di carta”, più evidenze e controllo dei processi.


